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Valerio Pontarolo Presidente ANCE FVG e Donatello Cividin Presidente ANCE Trieste

Relazione  a cura di Valerio Pontarolo Presidente ANCE FVG e Donatello Cividin Presidente ANCE Trieste

Sintesi dell’intervento dell’Ing. Valerio Pontarolo - Presidente di ANCE FVG  In Friuli Venezia Giulia.

Il settore delle costruzioni nel suo complesso, considerando cioè tutte le sue diverse componenti (edilizia, ingegneria civile, lavori specializzati quali, ad esempio, l’impiantistica e la finitura degli edifici) e forme di lavoro più o meno stabili, vale, con circa 38 mila unità, il 10% degli addetti industria e servizi (2009) e il 16% delle imprese (quasi 16 mila imprese attive nel 2011). Il numero degli addetti sale a 44 mila se si considerano anche i professionisti direttamente coinvolti nel settore, e a ben 140 mila addetti includendo la filiera dell’abitare. 

Il potenziale economico ed occupazionale del settore - Quello delle costruzioni è il settore con il più alto coefficiente di attivazione diretto e indiretto, ovvero il settore con la maggiore capacità di impulso alla crescita degli altri settori dell’economia nazionale.  Una spesa iniziale di 1 miliardo...

di euro nel settore delle costruzioni determina, all’interno del sistema economico, una ricaduta di 3,374 miliardi di euro, di cui 1 nelle costruzioni, 1,013 nei settori direttamente e indirettamente collegati (beni e servizi necessari al processo produttivo delle costruzioni) e 1,361 nei settori attivati dalla spesa delle famiglie alimentata dall’aumento dei redditi generato dalla maggior produzione.  Per quanto riguarda l’occupazione, la produzione aggiuntiva di 1 miliardo di euro nelle costruzioni determina un incremento di 17 mila unità di lavoro, di cui quasi 11 mila direttamente nel settore delle costruzioni e 6 mila, cioè il 35,6%, nei comparti collegati.  

Il ritorno economico a livello fiscale - Va poi considerata, in questa particolare congiuntura economica, la rilevanza assoluta del settore sotto il profilo dei ritorni generati dal settore delle costruzioni in termini di risorse pubbliche per gli enti locali regionali.  Analisi condotte a livello fiscale mostrano infatti che 1 miliardo di euro di lavori pubblici realizzati da imprese del Friuli Venezia Giulia genera un ritorno fiscale locale stimato nell’ordine dei 170-180 milioni di euro. Tenendo quindi conto dell’importo medio degli appalti di lavori in regione, 1 miliardo di euro in lavori produce imposte che finanziano indicativamente 200 nuove opere.  

La crisi del settore Già questi pochi numeri fanno capire come la crisi che sta colpendo tutta l’economia assume nel caso delle costruzioni un carattere sistemico con pesantissimi riflessi sul territorio e la società nel suo insieme. Secondo i dati rilevati dalle Casse Edili della regione dal 2008 ad oggi il settore edile del Friuli Venezia Giulia ha perso più di 800 imprese e oltre 5.000 operai.  

Gli Stati Generali delle Costruzioni del Friuli Venezia Giulia Pertanto 16 Associazioni ed Organizzazioni regionali di rappresentanza del mondo imprenditoriale, professionale e sindacale - ANCE,  API, CNA, Collegio dei Periti, Comitato dei collegi dei Geometri, Confartigianato, Confindustria, Federazione degli Ingegneri, Federazione Ordini degli architetti PPC, Feneal Uil, FIAIP, Filca Cisl, Fillea CGIL, FIMAA, InarSIND, LegaCOOP - hanno dato vita, nel corso di un evento pubblico tenutosi a Pordenone il 28 maggio 2012, agli Stati Generali delle Costruzioni del Friuli Venezia Giulia: non un evento, ma un gruppo di lavoro e confronto stabile tra tutte le componenti del grande mondo delle costruzioni, che si pone l’obiettivo di dare voce ai 44.000 addetti del settore e agli oltre 140.000 dell’intera filiera dell’abitare e, con spirito costruttivo, avanzare alla classe politica e dirigente della regione proposte per il rilancio del settore e dell’economia regionale.  Convinti che per raggiungere questo risultato si debba partire prima di tutto da una visione comune del Friuli Venezia Giulia nel medio-lungo periodo, gli Stati Generali delle Costruzioni hanno proposto alla classe politica e dirigente della regione un “Patto per costruire insieme il futuro” per perseguire, fra l’altro, - il dimezzamento delle tempistiche e lo snellimento degli iter autorizzativi; - la realizzazione di un piano di piccole opere immediatamente cantierabili;  - la definizione di una governance per la rigenerazione urbana e un patto per la casa che favorisca i processi di recupero e di riqualificazione energetica del patrimonio privato incentivando la rottamazione dei vecchi fabbricati e la loro sostituzione con edifici di nuova generazione disciplinando la perequazione urbanistica e consentendo effettive operazioni di demolizione e ricostruzione dell’esistente; - la valorizzazione dei programmi comunitari del settennio 2014-2020 in chiave di rilancio economico, innalzando dal 5% - il minimo stabilito dall’Unione Europea –ad almeno il 10% del totale delle risorse del FESR FVG allo sviluppo urbano sostenibile e supportando i Comuni nell’adesione al Patto dei Sindaci contribuendo alle spese sostenute per la redazione dell’inventario delle emissioni di base di CO2 e dei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). 

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