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A fronte degli indubbi vantaggi, che l’apertura dei confini ha arrecato a Trieste, va considerata una ricaduta negativa: il più difficile controllo della sicurezza. E’ questa una delle ragioni che rende l’attuale lavoro delle forze dell’ordine, più complesso che nel passato, quando la presenza della frontiera e di due sole vie di  collegamento con il resto della nazione rendeva più facile la sorveglianza del territorio. Delle attività investigative che garantiscono la sicurezza dei cittadini ha parlato il Vice Dirigente della Squadra Mobile di Trieste, il Dr. Leonardo Boido, alla fine della conviviale del 2 marzo scorso. Sulla scia dei recenti successi, che la squadra mobile del capoluogo giuliano ha, recentemente, conseguito, quali: l’arresto di tre cittadini croati, autori del furto di attrezzature subacquee, presso un esercizio commerciale di Muggia, altre volte oggetto di simili azioni, il relatore ha parlato degli sforzi quotidiani, che le forze di pubblica sicurezza compiono, per integrare competenze ed attività. Grazie, infatti, alla collaborazione delle forze di Polizia, è stato possibile istituire dei posti di blocco in tutta la Regione ed intercettare i tre ladri che, a bordo di due furgoni rubati, cercavano di attraversare il confine con la Slovenia, con la loro preziosa refurtiva, tutta sequestrata. I tre sono anche responsabili di una serie di furti di veicoli commerciali e di auto.  Continua

Il fatto che Trieste abbia perso il privilegio, derivante dalla presenza delle frontiere presidiate da forze dell’ordine, obbliga i cittadini ad assumere maggiori responsabilità, in tema di sicurezza, inducendoli a provvedere all’installazione di sistemi di allarme efficienti e di telecamere da posizionarsi in punti strategici. 
Un altro settore di attività, molto impegnativo, riguarda la tutela dei minori. Su questo versante, molti sono i pericoli cui sono esposti i ragazzi e che richiedono l’attenta sorveglianza delle forze dell’ordine. Trieste, in questo settore non è risparmiata dalle problematiche presenti in altre realtà cittadine. La droga è una di queste. La cooperazione con la scuola è fondamentale, nella prevenzione. A volte, la sola presenza del poliziotto, davanti alla scuola, basta per scoraggiare lo spaccio e fungere da deterrente per il proselitismo.
I punti di forza della attività di Pubblica Sicurezza, a Trieste, sono costituiti dall’ottimo rapporto che la cittadinanza ha con le forze dell’ordine. C’è anche ottima collaborazione con le forze di polizia Slovena  e Croata. Con la polizia slovena, gli accordi hanno portato ad una collaborazione così stretta, da consentire anche lo sconfinamento, finalizzato alla persecuzione dei reati. L’attenzione verso le aree oltre confine, è, d’altra parte, giustificata, dal fatto che Isola d’Istria costituisce un punto importante per il traffico di droga.
Concludendo il suo intervento, il relatore ha fatto richiamo all’uso attento, ma preziosissimo, delle intercettazioni telefoniche, come strumento efficace ed insostituibile per l’individuazione di autori di reato e per la loro prevenzione.   

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