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Trieste, tra le più belle città d’Italia, ricca di storia e di cultura non ha, per lungo tempo, considerato di sfruttare queste risorse, sviluppando una vocazione turistica. Solo negli ultimi anni, una classe imprenditoriale più attenta e giovane, rappresentata, tra gli altri, dal relatore presente alla conviviale del 16 marzo, il Dr. Guerrino Lanci, Presidente dell'Associazione Albergatori della città giuliana, www.promotrieste.it  ha, negli ultimi 10 anni, dedicato energie e risorse per promuovere questo sviluppo.
Trieste, fino al 2000, registrava presenze, negli alberghi, prevalentemente legate alle attività lavorative e ad una limitata presenza di congressisti. Negli ultimi anni, grazie all’impegno degli Amministratori della città e a quello di giovani imprenditori, sono stati effettuati numerosi interventi di ristrutturazione, sia di edifici e di infrastrutture che di alberghi e ristoranti, che hanno reso la città ancora più bella ed accogliente. Questo ha permesso al turismo di incrementare le sue presenze, facendo passare la quota dei turisti per diporto dal 5% circa del 2000 ad un 40% del 2010, con un incremento, su base annua, del 2 – 3%. Il problema, semmai, è che, a fronte di un aumento del 2-3% di presenze, c’è, parallelamente, una crescita del 5% di strutture ricettive, e questo, nel lungo periodo, potrebbe ritorcersi su chi ha investito e sta investendo, nel campo dell’ospitalità. Dovremo essere ancora più bravi, quindi, ed incrementare ancora di più il numero di soggiornanti in arrivo nella nostra provincia, ha commentato il Dr. Lanci.  continua

Purtroppo, la crisi economica ha inciso negli ultimi due anni impedendo che la crescita fosse ancora più consistente. Infatti, nonostante l’aumento delle potenzialità recettive e dell’afflusso di turisti, si sono ridotte le presenze, collegate alle attività lavorative.
I risultati raggiunti sono anche il frutto di un miglior coordinamento delle iniziative che istituzioni diverse intraprendono nel territorio. Infatti, alla base di una promozione turistica stanno i così detti “attrattori”: turismo balneare, vela, parco marino, congressi, sport. Per spiegare come si possano sfruttare queste potenzialità, il relatore ha fatto riferimento alla Barcolana ma anche ai Mondiali di pallavolo. Io stimo che il volley, con la presenza dei tifosi polacchi, serbi e tedeschi, ci abbia consentito di registrare circa 4.000 pernottamenti complessivi fra squadre, dirigenti, staff tecnici, giornalisti e supporter. Questi eventi richiedono investimenti sia per pubblicità che per premiazioni, ma gli investimenti degli albergatori sono compensati dal ritorno economico legato alle presenze.
Tuttavia, lo sforzo degli imprenditori non basta da solo a favorire lo sviluppo turistico. Serve una cultura estesa al territorio, che permetta l’accoglienza adeguata del turista. I turisti hanno bisogno di trovare tutto ciò che serve per trascorrere due o più giorni in città o in altre località della Regione: suggerimenti sui percorsi alla scoperta dei prodotti tipici, indicazioni su mostre e musei, informazioni sulle bellezze naturalistiche e i tanti luoghi splendidi del Friuli Venezia Giulia. Ma anche accesso facilitato allo shopping, con adeguati orari di apertura dei negozi. E’ la cittadinanza nel suo complesso che deve essere coinvolta in questo processo di attrazione e questo richiede formazione e tempo, per invertire una tendenza. E’ necessario che ci sia più coraggio ed intraprendenza tra gli amministratori, per sviluppare progetti di ampio respiro come, ad es., il Parco del Mare. La forza di questa idea sta nella capacità di rilanciare il dialogo tra Trieste e il suo mare, e coniugare turismo, scienza e divulgazione.
Avviandosi alla conclusione del suo intervento e rispondendo ad una domanda di un Socio, il relatore ha confermato che, nonostante la crisi, esiste un target ben preciso di clienti che spesso fa fatica a trovare posto negli hotel triestini: si tratta degli studenti in gita scolastica, una realtà in continua crescita anche nella nostra città. Gli albergatori, infatti, sono spesso restii ad ospitare gruppi così numerosi di adolescenti, la cui presenza è spesso incompatibile con quella degli altri clienti.
Il problema principale, però, rimane quello dei costi. Solitamente le gite vengono programmate tra aprile e maggio, mesi in cui a Trieste, contrariamente ad altre località turistiche, i prezzi sono quelli dell’alta stagione, trattandosi di un periodo fiorente per i congressi e altri eventi  Le scuole chiedono tariffe bassissime, 30 euro per una pensione completa, mentre coi congressisti la resa è fino a quattro volte maggiore, senza contare che anche le ricadute economiche sul sistema ricettivo cittadino sono molto più rilevanti.

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