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Istituito nel 1995 a cura del Comitato promotore per la costituzione del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa, cui ha aderito anche il Comune di Trieste, il Museo è stato aperto al pubblico nel 1997, dal 2001 fa parte del Museo Multiplo dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste. Ha sede presso lo storico Palazzo delle Poste di Trieste che fu progettato dall'architetto austriaco Friedrich Setz e inaugurato nel 1894.
L'edificio già  sede dell'I.R. Direzione delle Poste e Telegrafi dell'Impero Asburgico, ha conservato le sue originali caratteristiche e rappresenta l'ideale contenitore per un Museo specializzato in una tematica particolare, quella postale e telegrafica.
L'intento è quello di valorizzare le testimonianze della "cultura postale" della Regione Friuli-Venezia Giulia e delle nazioni limitrofe che appartennero al bacino dell'Europa centrale. L'area museale si trova al pianoterra del Palazzo delle Poste, con ingresso dall'atrio prospiciente la piazza Vittorio Veneto. Sulla destra, accanto all'entrata, viene fatto un accenno alla figura di Guglielmo Marconi e alla sua nave laboratorio "Elettra"; si accede, quindi, alla sala principale dove è esposto il materiale storico. Ad accogliere il visitatore, una parete scenografica raffigurante il prospetto del Palazzo con la descrizione della sua storia.
Al centro della sala è stato ricostruito un ufficio postale d'epoca.                              Continua

L'esposizione si sviluppa lungo le pareti della sala stessa ed è suddivisa per settori individuati nell'ambito della tradizione della storia postale. In particolare: la POSTA reperti, modulistica e documenti dai tempi dell'Austria ad epoche più moderne; la TELEGRAFIA con apparecchiature ed attrezzature telegrafiche; la CARTOGRAFIA POSTALE con carte d'epoca che si riferiscono ai percorsi di posta nel bacino mitteleuropeo; la FILATELIA; la POSTA MILITARE.
Il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa entra inoltre a far parte, con personale proprio, del Servizio Didattico dei Civici Musei di Storia ed Arte e del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl".
Attraverso i reperti esposti, si snoda un itinerario alla scoperta dei segreti del servizio postale nei suoi molteplici aspetti, ella cartografia postale che conduce sulle antiche rotte dei mastri di posta europei e delle loro diligenze, della telegrafia, fedele compagna della posta, e della filatelia. Il Museo specializzato, in cui si respira l'atmosfera della vecchia Europa, presenta uno spaccato di storia quotidiana e materiale molto singolare e poco conosciuta. La visita, differenziata per fasce d'età, coinvolge attivamente la classe con la lettura di schede didattiche e l'analisi dei vari oggetti esposti, per concludersi con la prova pratica di timbratura di una cartolina postale. Grazie al sussidio di particolari guide, il Museo è fruibile anche da persone ipovedenti e non vedenti .
Nonostante le dimensioni ridotte, l’esposizione del museo di piazza Vittorio Veneto è ricca di curiosità, come la collezione filatelica tematica "L'uomo alla conquista dello spazio", donata da Fulvia Costantinides e appartenuta al marito, visibile da inizio luglio, in concomitanza col quarantennale dello sbarco sulla Luna e con l'Anno internazionale dell'astronomia. Ci sono la sezione dedicata alla ricostruzione del mestiere dei guardafili - gli uomini che fino agli anni Settanta si inerpicavano sui pali del telefono per intervenire in caso di guasto - e l'angolo riservato, grazie alla preziosa donazione di Amedeo Claudio Morandini, alla Scuola per telegrafisti di Grado, una della più importanti d'Europa, che formava centinaia di telegrafisti che poi avrebbero lavorato sulle navi. «Una memoria che si sarebbe persa se non fossimo intervenuti in tempo, salvando dall’oblio il materiale affidatoci da Morandini», chiarisce Simon.
Nelle stanze del museo trova spazio anche una recentissima storia dei cellulari - Poste Spa si è lanciata da alcuni anni nel campo con Poste Mobile - con modelli ceduti in comodato d'uso dal violinista e appassionato collezionista di apparecchi Marco Zanettovich, a partire dai primi modelli di portatili da automobile del 1956, passando ai mitici apparecchi che nel ’90, in occasione dei mondiali di calcio, permisero a centinaia di giornalisti una comunicazione più tempestiva dell’evento. Come non notare, poi, un curioso arnese, un rastrello del 1769 utilizzato fino al 1850 per disinfettare le lettere provenienti dall'Oriente e impedire la diffusione di malattie infettive: nel Lazzaretto di Santa Teresa (abbattuto per lasciare spazio al palazzo sede dell’attuale Stazione Ferroviaria), migliaia di missive venivano incise e passate al fornello sotto vapori di cloro e aceto. Ne uscivano "profumate" e bollate dalla la scritta "netta di fuori e di dentro".

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