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Semplificazione delle procedure, eliminazione delle sovrapposizioni e delle sovrastrutture, accelerazione dei tempi di erogazione: sono questi gli obiettivi della legge regionale di riordino e riforma degli strumenti di agevolazione dell’accesso al credito delle imprese che operano in Friuli Venezia Giulia nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi. L’assessore Federica Seganti interviene alla conviviale rotariana, proprio all’indomani dell’approvazione in Consiglio Regionale del testo di legge di cui si è resa promotrice, spiegando le novità introdotte da questo testo normativo, considerato strategico alla luce della situazione economica in corso.Le emergenze congiunturali che vedono infatti tutti i comparti economici alle prese con restrizioni creditizie, hanno reso l’agevolazione dell’accesso al credito sempre più trasversale alle politiche di settore della Regione, ma finora gli interventi in materia risultavano disciplinati da un insieme di norme contenute in più atti legislativi da cui derivano disposizioni che si sono andate stratificando nel corso degli anni.        continua

Il sistema delineato dalla nuova legge regionale si fonda invece su uno degli strumenti di intervento finanziario che nel tempo ha dimostrato grande efficacia e capacità di adattamento alle esigenze del sistema produttivo regionale. Si tratta del Fondo di rotazione per iniziative economiche (FRIE), che attualmente conta finanziamenti agevolati in essere per un valore complessivo di oltre un miliardo di euro. Il nuovo sistema di governance degli interventi per agevolare l’accesso al credito delle imprese prevede che al Comitato di gestione del FRIE competa anche la gestione degli ulteriori due strumenti di intervento previsti dalla nuova legge regionale e cioè la “Sezione per le garanzie” del FRIE medesimo ed il nuovo fondo di rotazione denominato “Fondo per lo sviluppo delle piccole e medie imprese e dei servizi” (Fondo per lo sviluppo). Quest’ultimo si configura come strumento complementare al FRIE, destinato ad intervenire con la concessione di finanziamenti a tasso agevolato negli ambiti operativi e settoriali non ammessi al FRIE, sostituendo gli attuali fondi settoriali previsti dalla LR 12/2002 per l’Artigianato e dalla LR 29/2005 per il Commercio, il Turismo ed i Servizi, eliminando sovrapposizioni e abolendo i relativi Comitati di gestione.

Con l’istituzione della Fondo per lo sviluppo la Regione si dota della possibilità di intervenire con misure più adatte a favore delle imprese di minori dimensioni (anche nel settore industriale) e di concedere finanziamenti mirati a promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali, oltre che di salvaguardare la presenza sui mercati delle imprese esistenti.

Con la “Sezione per le garanzie” si consolida quanto introdotto con la LR 11/2009 (Legge anticrisi), rafforzandone il ruolo di strumento a sostegno di operazioni finanziarie a breve termine, di operazioni di consolidamento dei debiti e di altre operazioni di rimodulazione finanziaria ed estendendone il raggio d’azione ai mutui per la realizzazione di investimenti. Inoltre, pur prefigurando la possibilità di accedere a controgaranzie di altri soggetti, viene confermata la disposizione (art. 14, comma 1, LR 11/2009) in materia di rilascio di controgaranzie regionali a fronte di operazioni garantite dalla Sezione.

Nella sua semplicità ed essenzialità la nuova legge regionale definisce quindi i punti cardine del sistema, assegnando al FRIE il compito di finanziare progetti di investimento di rilevante dimensione anche realizzati da grandi imprese, al “Fondo per lo sviluppo” il compito di finanziare progetti ed iniziative di dimensione più contenuta ed alla “Sezione per le garanzie” il compito di supportare le aziende con le proprie garanzie nelle azioni di consolidamento finanziario, nell’ottenimento di liquidità funzionale alla gestione dell’impresa e nella realizzazione di investimenti.

Per quanto concerne le gestioni fuori bilancio, la scelta è in linea con quanto previsto dall’art. 25 della LR 21/2007. Le entrate di tali gestioni infatti derivano principalmente da contribuzioni regionali e da rientri e quindi esse vengono istituite in relazione a procedimenti contributivi del tutto peculiari  e non compatibili con i meccanismi ordinari di erogazione della spesa pubblica.

Completa l’opera di riforma l’abrogazione di norme, razionalizzate ed unificate dalla nuova legge regionale, e la previsione di un Regolamento per la disciplina dei criteri e delle modalità di attuazione degli interventi agevolativi in modo da favorire l’adeguamento alla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e l’adattamento dell’operatività degli strumenti alle esigenze del tessuto produttivo.

L’assessore Seganti si è infine focalizzata sugli interventi regionali a favore delle imprese in particolare a sostegno dell’innovazione e della ricerca e sull’illustrazione della brochure riassuntiva dei contributi regionali, in conto capitale e in conto interessi, previsti a favore delle imprese operanti in tutti i settori economici, distribuendone alcune copie a margine dell’incontro.

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